avviare sul proprio pc applicazioni residenti su un server remoto – followup

dando un seguito al mio precedente articolo su come avviare delle applicazioni che si trovano su un server remoto, quest’oggi vi spiegherò come ottenere che queste siano aperte all’interno della stessa sessione grafica in cui vi trovate… :)

Avete capito bene, possiamo avviare le applicazioni installate sul server direttamente sul nostro desktop, il tutto grazie a Xnest

Il da farsi è anche abbastanza semplice, assumendo gli stessi indirizzi ip del precedente articolo bisogna esportare sul server la variabile DISPLAY, in questo modo:

export DISPLAY=192.168.2.101:1

cioè lo schermo 1 del client, ricordate?? Bene, per adesso sul server abbiamo finito, andiamo sul client, diventiamo root e creiamo il file /etc/X1.hosts, si tratta di un file in cui vanno specificati, uno per riga, gli ip a cui vogliamo permettere di utilizzare il nostro server X, una volta creato inseriamo l’ip del server, oppure più semplicemente possiamo usare questo comando (sempre da root)

echo 192.168.2.1 > /etc/X1.hosts

semplicissimo, no?? Ok, abbiamo quasi fatto, adesso possiamo dismettere i panni di root e lanciare Xnest (sul client, mi raccomando) con il seguente comando:

Xnest :1

e come per magia dovremmo vedere apparire una finestra nera sul nostro desktop, come noterete non è ridimensionabile perchè Xnest accetta delle opzioni a riga di comando tra le quali -geometry con cui possiamo specificare le dimensioni della finestra, ad esempio così:

Xnest :1 -geometry 800x600

per avere la finestra con le dimensioni da noi specificate.

Ora che abbiamo Xnest attivo sul client non ci resta che tornare sul server e, nella nostra sessione ssh, lanciare una qualsiasi applicazione, ad esempio firefox o quello che vi pare, potete persino lanciare il vostro window manager preferito… ;)

uno screenshot con 2 sessioni X attive contemporaneamente
uno screenshot con 2 sessioni X attive contemporaneamente

Buon divertimento, se avete dubbi o suggerimenti fatevi avanti… ;)

Danilo M.

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